Sono nato a Pinerolo nel 1979 in una famiglia di ristoratori.
I miei genitori avevano rilevato una trattoria storica nel centro del paese, sotto i portici, la Trattoria Zappatori. Fin da piccolo l’attività del ristorante ha scandito le mie giornate, guardare i miei genitori all’opera mi ha permesso di rubare con naso, occhi e bocca i segreti del mestiere.

A due anni ho ricevuto la prima motocicletta, un Italjet gialla a cui avevano montato le rotelle. Mio padre, senza saperlo, stava dando il via alla passione che avrebbe segnato tutti gli anni successivi. A bordo di quella moto ho iniziato a coltivare la passione per le due ruote, e ho capito quanto mi divertiva misurarmi con gli altri, che migliorare per me è fondamentale.

Nel 1993 il Giro d’Italia è passato da Pinerolo. Quelle biciclette sfrecciavano davanti alla Trattoria Zappatori più veloci delle auto e delle motociclette che le seguivano. Ho chiesto a un amico di famiglia di prestarmi la sua e non sono più sceso. Per otto anni la bicicletta è stata la mia vita. Tra vittorie e delusioni sono riuscito ad approdare al Giro d’Italia.

A venticinque anni ho lasciato il ciclismo e sono tornato a casa. Gli anni di sport ormai avevano formato il mio modo di pensare e di agire. La ricerca della perfezione e il metodo facevano parte di me e la cucina di mio padre non mi bastava più. Nel 2006 abbiamo ristrutturato il locale e ho iniziato un percorso che mi ha portato a partecipare come relatore per 4 anni in eventi di Identità Golose, essere membro attivo del Jre dal 2012, vincere il Premio Birra Moretti, ottenere due Cappelli dell’Espresso, due Forchette Gambero Rosso e la stella Michelin nel 2016.

Nel 2013 esce Odio Cucinare, edito da Mondadori, in cui racconto come con un budget contenuto e alcuni semplici accorgimenti, sia possibile trasformare la propria cucina di casa in una professionale. Con le mie ricette il forno a microonde, il forno statico, il congelatore e il frigorifero possono essere utilizzati in modo innovativo per raggiungere risultati sorprendenti.

Sono nato a Pinerolo nel 1979 in una famiglia di ristoratori.
La mia famiglia aveva rilevato una trattoria storica nel centro del paese, sotto i portici, la Trattoria Zappatori. Fin da piccolo l’attività ristorante ha scandito le mie giornate, guardare i miei genitori all’opera mi ha permesso di rubare con naso, occhi e bocca i segreti del mestiere.

A due anni ho ricevuto la prima motocicletta, un Italjet gialla a cui avevano montato le rotelle. Mio padre, senza saperlo, stava dando il via alla passione che avrebbe segnato tutti gli anni successivi. A bordo di quella moto ho iniziato a coltivare la passione per le due ruote, e ho capito quanto mi divertiva misurarmi con gli altri, che migliorare per me è fondamentale.

Nel 1993 il Giro d’Italia è passato da Pinerolo. Quelle biciclette sfrecciavano davanti alla Trattoria Zappatori più veloci delle auto e delle motociclette che le seguivano. Ho chiesto a un amico di famiglia di prestarmi la sua e non sono più sceso. Per otto anni la bicicletta è stata la mia vita.

A venticinque anni ho lasciato il ciclismo e sono tornato a casa. Gli anni di sport ormai avevano formato il mio modo di pensare e di agire. La ricerca della perfezione e il metodo facevano parte di me e la cucina di mio padre non mi bastava più. Nel 2006 abbiamo ristrutturato il locale e ho iniziato un percorso che mi ha portato a partecipare come relatore per 4 anni in eventi di Identità Golose, essere membro attivo del Jre dal 2012, vincere il Premio Birra Moretti, ottenere due Cappelli dell’Espresso, due Forchette Gambero Rosso e la stella Michelin nel 2016.

Nel 2013 esce Odio Cucinare, edito da Mondadori, in cui racconto come con un budget contenuto e alcuni semplici accorgimenti, sia possibile trasformare la propria cucina di casa in una professionale. Con le mie ricette il forno a microonde, il forno statico, il congelatore e il frigorifero possono essere utilizzati in modo innovativo per raggiungere risultati sorprendenti.